Uno Stephen King nostalgico,
romantico, a tratti malinconico. Joyland potrebbe essere riassunto con tre
parole chiave: ricordi, amore, amicizia. I ricordi sono quelli di Jonesy, il
protagonista della storia, che racconta la vicenda 40 anni dopo l’accaduto
ripercorrendo i fatti con la stessa dolce emozione di chi si ritrova per le
mani una vecchia e cara fotografia un po’ ingiallita. L’amore è quello
acerbo di un ragazzo di 21 anni verso
una compagna di studi, ma anche quello di una madre verso un figlio con gravi
problemi di salute, o di un anziano proprietario nei confronti di un Luna Park
che galleggia appena sopra la linea del fallimento. L’amicizia è quella che
nasce sul posto tra Jonesy, Erin e Tom, tutti e tre lavoratori stagionale, un
legame forte che li unirà per molto tempo. E’ quella tra Jonesy e Mike, un
bambino sfortunato ma con qualcosa di speciale, una specie di dono, costretto
però a vivere su una sedia a rotelle per una grave malattia.
Joyland potrebbe essere il
romanzo di punta nella produzione di un qualsiasi scrittore ‘normale’. Parlando
del Re… bè il discorso è diverso, si potrebbe rimanere un po’ spiazzati.
Stephen King ci ha abituati a storie da brividi, romanzi folli e paurossimi, racconti
da far accapponare la pelle e costringerci a dormire con la luce accesa. In
Joyland i momenti di suspance sono pochi, è un soft horror con forti sfumature
di giallo.
Siamo nel 1973, Jonesy è un
giovane studente che decide di accettare un lavoro in un Luna Park, Joyland,
appunto, per mantenersi agli studi e per dimenticare Wendy, la ragazza che lo
ha scaricato. Nel Luna Park c’è un’attrazione che si dice sia infestata dal
fantasma di una ragazzina uccisa qualche anno prima. Qualcuno lo ha visto,
altri ne sentono solo la presenza, ma tutti sono convinti che qualcosa ci sia. Presto
Jonesy sarà così ossessionato da questa storia da coinvolgere tutti i suoi
amici in una ricerca che lo condurrà dritto tra le braccia dell’assassino.
Personaggi di spessore come solo
il Re sa creare si alternano ad altri che avrebbero forse meritato più
attenzione. Ma come sempre succede leggendo King alla fine sembra di aver
vissuto l’avventura in prima persona e che Jonesy, Tom, Erin e Mike siano amici
di lunga data. Il Re sorprende con una storia diversa ma rimane saldo sul suo
trono. Raramente stecca un colpo.
Sono arrivato in fondo a questo
romanzo con piacere nonostante mi aspettassi qualcosa di più forte. Come sempre
accade con King, però, ho vissuto una bella esperienza.
7/10

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